Diego, Vittoria e gli altri. Il Longless è una questione di diritti

Diego, Vittoria e gli altri. Il Longless è una questione di diritti

Giovedì 17 luglio al MUST di Vimercate, il Longless Film Festival aprirà ad un nuovo capitolo, un altro dei grandi temi che in questi anni ha attraversato il suo percorso: donne e diritti.
Lo farà come sempre attraverso il linguaggio del cinema, capace di raccontare le sfumature dell’esperienza umana con forza, delicatezza e verità.

La serata sarà introdotta da due cortometraggi che, pur nella loro brevità, portano in scena mondi complessi e profondamente attuali.
In “Due volte” di Domenico Onorato, seguiamo il giovane Diego alle prese con l’identità, la fragilità e le aspettative di una mascolinità imposta. Una notte segna il confine tra ciò che si è e ciò che si deve sembrare.
“Bertie mi ha scritto una poesia”, diretto da Vittoria Rizzardi Penalosa, racconta invece il percorso solitario di una ragazza di quindici anni che, dopo il suo primo rapporto, cerca da sola la pillola del giorno dopo. Una storia che parla di silenzi, paura e del peso che può avere il non detto.

A partire da queste due narrazioni intime e coraggiose, la serata proseguirà con l’intervento di Marilena Arena, presidente del CADOM di Monza, centro che da oltre vent’anni offre supporto e accoglienza a donne vittime di violenza. Con lei discuteremo della situazione attuale sul territorio: quali servizi sono attivi, quali criticità si incontrano, e in che modo comunità, istituzioni e cittadinanza possono contribuire a creare spazi più sicuri e consapevoli.

Ancora una volta, il Longless Film Festival  invita a partecipare, a guardare, ad ascoltare. Perché il cambiamento passa anche da qui: dal coraggio di fermarsi e lasciarsi attraversare dalle storie.
Appuntamento a giovedì 17 Luglio alle 21,00 nella suggestiva cornice del Cortile D’Onore Villa Sottocasa. 

Altra tematica sarà la violenza contro le donne e in particolare il femminicidio. Un fenomeno che continua a segnare tragicamente la nostra società e che richiede una riflessione pubblica, ampia e consapevole.

La serata – in programma giovedì 17 luglio presso il MUST – Museo del Territorio Vimercatese – sarà dedicata a questo tema. Due cortometraggi intensi e profondi apriranno la serata: “Bertie mi ha scritto una poesia” e “Due volte”.

“Bertie mi ha scritto una poesia” è un racconto delicato ma penetrante, che esplora il legame tra memoria, affetti e perdita. Attraverso una narrazione sensibile e visivamente poetica, il corto invita a riflettere sul valore delle parole non dette, sull’amore che resta anche quando tutto sembra spezzarsi.

“Due volte”, invece, affronta con sguardo diretto il vissuto di una donna che prova a ricominciare dopo una relazione segnata dalla violenza. È un cortometraggio che parla di cicatrici ma anche di possibilità, di paure profonde e piccoli gesti di coraggio. Una testimonianza filmica che mostra quanto sia complesso – e al tempo stesso necessario – raccontare la violenza per poterla contrastare.

Entrambi i corti raccontano storie di dolore, relazioni interrotte, desideri soffocati, ma anche di resistenza e rinascita. Storie diverse, ma unite da una stessa urgenza: quella di dare voce a ciò che spesso viene ignorato, nascosto, normalizzato.

A guidare la riflessione sarà Marilena Arena, presidente del CADOM – Centro Aiuto Donne Maltrattate, ospite della serata. Al termine delle proiezioni, Arena interverrà per offrire uno sguardo esperto e umano sul fenomeno della violenza di genere, condividendo il lavoro quotidiano che il centro svolge sul territorio a fianco di centinaia di donne.

Il suo intervento affronterà il tema della violenza come questione strutturale che coinvolge l’intera società: dalle istituzioni ai media, dai sistemi educativi alla vita quotidiana di ciascuno di noi.

Il Longless Film Festival, promosso dalla Cooperativa Sociale Aeris, quest’anno vuole essere uno spazio non solo artistico, ma anche civico e culturale, capace di attivare pensiero critico e consapevolezza sociale.

Un’edizione che guarda al passato per interrogare il futuro.

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